Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

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Luca
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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Luca » Sat Mar 14, 2009 20:16

carissima, questa tua risposta è un'opera d'arte che mi è molto di stimolo!
La condivido pienamente e hai espresso il concetto con una chiarezza davvero unica.
In effetti il "dono dei castelli che crollano" è proprio l'eco di ciò che siamo veramente.
penso utile seguire "l'eco del boato" ed "il riflesso del diamante" per trovare il vero e grande fuoco e centro interiore che noi siamo, con la nosta unica modalità e con la nostra infinita bellezza.
....da piccolo quando giocavo sulla spiaggia mi piaceva costruire i castelli.... ora capisco meglio anche il divertimento nel farli crollare :)
era forse un'anticipazione?

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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Irinushka » Sat Mar 14, 2009 22:26

E al posto dei castelli che crollano, arrivano… arrivano… queste mille e una “micro-cose” sbalorditivamente nuove, “vere ed autentiche fino quasi all’inverosimile” (ma questo perché non siamo ancora del tutto sicuri del nostro status dei superconduttori della verità e quindi continuiamo a sbandare), con cui adesso stiamo imparando a dialogare. :)

Sapete, circa tre anni fa ho fatto un sogno da me percepito come un “salto vibrazionale nel futuro”.

Come se stessi sfogliando un libro con tante pagine, prima sfogliandolo pagina per pagina, e poi in modo sempre più “fast”, saltando diverse pagine alla volta, e alla fine arrivavo all’ultima pagina.
E lì c'era scritto più o meno questo: “E Irinushka sprofondava sempre di più nell’azzurro, si radicava nell’azzurro”.
E nel sogno venivo anche avvolta dai colori di questa tonalità di un’intensità e bellezza tali da togliere il respiro. Come una specie di lieto fine, insomma, magari proprio quell’aggancio in progress tra la materia e lo spirito che scandisce sempre di più i ritmi della nostra esistenza. :)

In questi ultimi giorni sento che mi stanno succedendo delle cose meravigliose, che sta nascendo un mio regime nuovo di zecca della presenza plenipotenziale, una condizione che mi trasforma di fatto in una specie di “pifferaio magico”, una portatrice e una manifestatrice della potenza dello spirito in carne ed ossa. :)

Penso di essere presente qui come una specie di “credo incondizionato della nuova realtà” fatto persona :), e con le competenze e le responsabilità che ne derivano. E che in questo momento si intravedono appena appena… :)

E l’azzurro (quel meraviglioso e potentissimo azzurro delle tonalità dell’infinito che finora esisteva solo "lassù", solo all’esterno della Terra, non poteva essere importato sul nostro pianeta senza disperdere la propria consistenza, la propria brillantezza e il proprio volume) ora è qui, è presente tra noi, si sta espandendo, si sta autodosando, sta sbocciando, si sta mettendo a terra. Ed è uno spettro la cui stabilità ed eccittabilità risuonano in ogni mia fibra conduttiva, lo spettro che sento molto vicino e famigliare a ciò che sono, con cui mi sento profondamente "imparentata", con cui voglio avere a che fare in tutto e per tutto.

Sia a livello dello Spirito puro che a livello delle sue varie manifestazioni e "demo" nel mondo materiale... :)

P.S. Luca, grazie per avermi stimolata ad esprimere queste cose... :) Sei un catalizzatore meraviglioso! :)
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Come possiamo tenere nascosta la nostra intesa?

Post by Irinushka » Fri Apr 03, 2009 11:02

Irinushka wrote: Credo che tra ieri sera e stamattina io sia riuscita a saltare ad un nuovo livello di sintesi, e pensavo, per descrivere queste mie elaborazioni, di usare questo riferimento: “matrix revolution”. :)

Dunque, in breve, si tratta di questo cambiamento nel mio sistema di autoidentificazione: mi sono resa definitivamente conto di essere un impianto energetico, una conduttrice della corrente, una portatrice dell’eccitabilità e non una singola unità del genere umano manifestata in una certa forma…

Mi sono resa definitivamente conto che tutti i miei “Io penso” e “Io voglio” sono soltanto delle sollecitazioni e dei segnali attraverso cui si esprime e si fa vivo il mio impianto energetico in via di autoespansione verso la sua potenza nominale; e anche se io li associo a certi riferimenti espressi “con il linguaggio degli esseri umani” :) , i riferimenti in questione sono solo dei vettori, sono degli indicatori stradali che mi aiutano ad orientarmi meglio all’interno della mia specifica “località energetica”, ma non sono degli obiettivi finali, non sono e non possono essere visti come un punto di arrivo.

Ciò che conta, è il mio processo di autodisimballaggio, della liberazione di quelle mie parti “mai baciate ed abbracciate dalla luce del sole” che sono il nucleo primordiale della mia capacità di intendere e di volere come impianto energetico.

… In questo periodo mi viene da usare queste due espressioni: fila acustica (fila vibrazionale, fila sonora) superiore e fila acustica (fila vibrazionale, fila sonora) inferiore.
La stessa fonte della conduttività, lo stesso “play”, ma interpretato nelle “ottave” diverse; semplificando, possiamo nominarle “verità superiore” e “verità umana”, diverse nelle loro caratteristiche strutturali, nella loro eccitabilità, nella loro portata, nella loro udibilità, nella loro chiamabilità, ma che comunque possono (e devono) allinearsi l’una con l’altra e mettersi a suonare “a quattro mani”.
Sento il bisogno di spostarmi, con questo mio aggiornato senso del Sé, nel topic del business esistenziale, per “dare il via alle cose”.

Ieri mi è venuta in mente una formula che Lenin usava per definire la condizione che precede la rivoluzione: “I livelli alti (gli strati alti) non possono, mentre i livelli bassi (gli strati bassi) non vogliono”. :)

Direi che questa definizione renda abbastanza bene l’idea dello stato attuale del nostro throughput energetico, delle nostre “architetture energetiche individuali”.
La parte superiore da sola non può fare niente, ha bisogno di appoggiarsi sulla capacità di intendere e di volere del lato umano, mentre il lato umano, quello che ha in mano la chiave di accensione, non è che non voglia niente, solo che non sa ancora come attribuire al suo volere una nuova portata, una nuova dimensione.
Non sa come abbandonare “l’ancien regime” e manifestare il proprio legittimo volere usando le codifiche leggibili dal nuovo Sistema Operativo.

E allora come possiamo uscire da questo apparente stallo?

Io suggerirei l’approccio che in questi ultimi giorni sto sperimentando su me stessa: provare ad associare i desideri e le esigenze delle nostre parti profonde ai desideri ed esigenze delle nostre parti umane. Ovviamente, i desideri e le esigenze delle nostre parti profonde parlano una lingua molto particolare, la lingua “cosmica”, la lingua del nostro throughput energetico, perciò dovremo essere noi stessi a tradurre queste specifiche “macro dell’eccitabilità” nella nostra lingua umana; e poi … se riusciamo davvero, anche solo per un attimo a vedere le cose in prospettiva, a capire in che modo un certo nostro desiderio o esigenza o oscillazione umana riflette e riproduce le esigenze e le oscillazioni del nostro campo energetico primordiale, allora si creerà un "corto circuito", un asse, un vettore, uno “scivolo”, una forza trainante di grandissima potenza.

A questo punto le nostre motivazioni umane saranno ispirate e convalidate anche dalla nostra parte profonda, e si creerà una condizione che potrebbe essere descritta con queste parole di Franco Battiato: “come possiamo tenere nascosta la nostra intesa?”

http://www.youtube.com/watch?v=dalVK5TMf5E

“Tutto l’Universo obbedisce all’amore
Come puoi tenere nascosto un amore?”


Appunto, non possiamo… Dobbiamo manifestarlo per forza… :)
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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Irinushka » Sun Apr 05, 2009 19:01

Ultimamente mi viene da pensare alla Terra, a questa nostra nuova Terra, al nostro “condomio energetico d’avanguardia” :) come ad una specie di scacchiera multidimensionale che comprende un’enorme quantità di “pori esistenziali” e di “micro-cellule di eccitazione”, insomma, di queste unità elementari del “vivere” e del "succedere" che sono a nostra disposizione di autori.

Solo che, proprio come nel gioco degli scacchi, ognuno può fare le mosse conformemente a ciò che è; il cavallo deve fare dei salti da cavallo (avviare e sostenere i vari “.exe” che corrispondono alla sua natura cavallina, che fanno parte del suo specifico spettro dell’eccitabilità), mentre se provasse a muoversi come la torre o come l’alfiere, probabilmente, non verrebbe “riconosciuto” né dalle altre figure né dalla scacchiera stessa, cioè, dalla rete globale della trasmissività.

E quindi è molto importante scoprire che figure siamo... :)

Continuando il discorso che facevo nel post precedente, a proposito del "nuovo volere”.

Direi che diventa sempre pià evidente che i nostri desideri sono prima di tutto una responsabilità che noi sentiamo di poter assumere nei confronti di noi stessi e del mondo intero, un’espressione codificata “nel linguaggio degli uomini” del fatto che noi ci sentiamo pronti a sostenere con le nostre energie personali questo o quell'anello della rete globale della trasmissività.

Ad eccitare e rieccitare con le nostre specifiche "mosse vincenti" questo o quell'insieme di cellule esistenziali comunicanti... :)

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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Irinushka » Tue Apr 07, 2009 11:53

Tempo fa in uno dei miei articoli ragionavo sul famoso “Segreto” (e quella legge universale che il libro/il film descrive), e su come cambia il meccanismo dei desideri in ottica degli algoritmi e delle utilities del nuovo SO. :)

Metto qui il link.

http://it.irinushka.eu/2008/05/29/caval ... nda-parte/
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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Irinushka » Sat May 09, 2009 11:33

Con te partirò.

Non sapendo quale dei due link scegliere, ho deciso di metterli entrambi. :)

http://www.youtube.com/watch?v=IHmW_eup ... re=related

http://www.youtube.com/watch?v=tcrfvP11 ... re=related
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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Irinushka » Mon Jun 29, 2009 19:04

Irinushka wrote: Nella sezione russa del forum di recente abbiamo aperto un topic dedicato alla nostra interazione con i soldi, ormai lungo 5 pagine, eppure siamo ancora in alto mare. :)

L’approccio di base su cui siamo tutti più o meno d’accordo, è sostanzialmente questo: bisogna imparare a considerare i soldi come un “nostro prossimo”, come un essere vivente, con le sue specifiche necessità, il suo specifico regime di benessere, la sua ragione, le sue maniere.

Non dobbiamo pensare che i soldi siano soltanto uno strumento passivo al nostro servizio tramite cui noi possiamo soddisfare i nostri bisogni ed esprimere ciò che siamo, non dobbiamo semplicemente sfruttarli e basta, anche se si tratta di una “buonissima e nobilissima causa”, ma dobbiamo relazionarci con loro "come si deve", dobbiamo cercare di capire “di che pasta energetica sono fatti”; dobbiamo renderli compartecipi del nostro personale modo di essere e di fluire, invitandoli ad entrare nel nostro specifico “regime della felicità” e nel nostro specifico “Tempio della Verità”. :)

Dobbiamo aiutarli a transitare dalla loro attuale condizione di una presenza sottomanifestata alla condizione di una presenza integra e completamente manifestata, quella in cui i soldi diventano una naturale espressione e la voce del Tutto, un’utility fondamentale del nuovo SO.

Anzi, dobbiamo evolvere insieme, in sinergia, abbracciandoci e prendendoci reciprocamente cura gli uni degli altri, e, come una naturale conseguenza di questo approccio integro ed olistico – di tutto il nostro pianeta, di tutta la materialità del mondo della Terra.
La notte scorsa ho captato questo riferimento: che i soldi nella loro specifica ascensione hanno raggiunto o stanno per raggiungere una nuova fase motoria: come una nave spaziale che, raggiunto una certa velocità e un certo regime di volo, può lasciar andare lo stadio precedente (il razzo propulsore esaurito), che cade giù, brucia e si dissolve nell’atmosfera.

Cos’è che “brucerà e si dissolverà” nel caso dei soldi?

Sostanzialmente, quei regimi vibrazionali dell’interazione con i soldi che non contengono e non riflettono la luce, che sono “privi della musica vera”; che sono insensibili alla “passione”, al “play” e alla chiamabilità dell’anima; che impediscono la manifestazione di quello che c’è.
Che sono stati preimpostati per alimentare la realtà sotto manifestata e la condizione del "non sapere, come".

Immaginando una specie di tastiera magica su cui digitare i codici della nostra interazione con i soldi, certi codici non verranno più riconosciuti come dei comandi validi (semplicemente perché la nostra nuova presenza, la nostra nuova conduttività esclude questo ordine dei numeri).

E come si presenta allora la parte “vera” dei soldi, quella lanciata in orbita e liberata dai propulsori esauriti? Come potremo “cavalcare” questi nuovi soldi della nuova Terra?

Penso che lo scopriremo empiricamente, grazie ai nostri specifici “Know how just in time” che saranno sempre più numerosi, crescendo a vista d’occhio, come dei funghi dopo la pioggia. :)

E intanto la parola “cavalcare” potrebbe essere già percepita come un suggerimento a se stante, come un invito ad oscillare, anima e corpo, per mettere a terra “la trama vibrazionale” della nostra predestinazione.

A proposito, lo sapevate che la felicità è la forza della natura? :) Una nuova forza primordiale che si aggiunge ai classici 4 elementi: terra, acqua, aria e fuoco.

Io ne sono stata ufficialmente informata proprio oggi, o, più precisamente, questo nuovo sapere mi si è cristallizzato, mi si è espanso dentro... :D
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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Luca » Thu Jul 02, 2009 11:00

Un salutone a tutti!
In questo periodo osservo che scrivo meno ma, come già datto da altri, quando si è nel pieno di un processo intenso non è posibile formulare parole che lo esprimano.
Vi offro però le tematiche dell'Essere, o aspetti del Vivere, che sto approfondendo:


AMARSI TOTALMENTE
CHIEDERE DI PIU' ALL'UNIVERSO
CAVALCARE L'ONDA


sono tutte collegate, come potrete percepire:
se io mi amo totalmente (non teoricamente ma come esperienza totale) posso accedere alla più grande Gioia;
se mi amo totalmente chiederò all'Universo (pretenderò nel senso equilibrato del termine) molto di più di quanto chiedo ora (desideri ed intenti sottodimensionati portano ad una sottomanifestazione);
quando ho chiesto con fiducia è necessario cavalcare l'Onda del Cambiamento e della Manifestazione (non posso controllare l'Onda e se cerco di farlo mi infrango contro di essa e cado ma posso, invece, Gioire del movimento e della spinta, senza Giudizio su di me....in quanto mi amo totalmente..... sugli altri ..... poichè mi amo totalmente non giudico altri) in modo che arrivi a vivere ciò che di Grande ho chiesto.

P.S. il Chiedere convolge il Cuore e poi la Mente: il Chiedere è molto di più di pensare di chiedere. Il Chiedere diventa Creare quando c'è il Sentire nel Cuore ciò che voglio Manifestare.

Spunti, questi, di una esperienza di ascensione :)

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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Daniele » Thu Jul 02, 2009 11:18

Luca wrote: Vi offro però le tematiche dell'Essere, o aspetti del Vivere, che sto approfondendo:

AMARSI TOTALMENTE
CHIEDERE DI PIU' ALL'UNIVERSO
CAVALCARE L'ONDA

sono tutte collegate, come potrete percepire:
se io mi amo totalmente (non teoricamente ma come esperienza totale) posso accedere alla più grande Gioia;

P.S. il Chiedere convolge il Cuore e poi la Mente: il Chiedere è molto di più di pensare di chiedere. Il Chiedere diventa Creare quando c'è il Sentire nel Cuore ciò che voglio Manifestare.
Anche io mi sento molto in queste tematiche in questo periodo, sento che la chiave è questa.
Non che non lo fosse anche prima o che non sia sempre stato così, però un conto è tenderci sapendo che è lì che si dovrebbe arrivare per vedere le cose cambiare, un conto è cominciare a starci proprio dentro col (e dal) cuore.

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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Irinushka » Thu Jul 02, 2009 11:48

Luca wrote: P.S. il Chiedere convolge il Cuore e poi la Mente: il Chiedere è molto di più di pensare di chiedere. Il Chiedere diventa Creare quando c'è il Sentire nel Cuore ciò che voglio Manifestare.
Il Chiedere si basa sulla necessità forte, improrogabile e sempre più acuta di Dare, questo mi suggerisce la mia specifica esperienza di ascensione. :)

Anch’io sono d’accordo con le tematiche illustrate da Luca, e ci aggiungerei anche questo spunto: IMPARARE ED USUFRUIRE DEL PROPRIO SPECIFICO SPAZIO DEL PENSIERO. :)

Intanto mi stanno maturando dentro altre considerazioni relative ai soldi, ma preferisco aspettare ancora un po’, prima di svelarle “ai quattro venti”… :)
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Aspettando l'invito

Post by Irinushka » Wed Jul 08, 2009 18:21

In questo periodo percepisco la condizione del Chiedere come un prodotto derivante dalla mia necessità forte, improrogabile e sempre più acuta di Dare.

Il Dare: nella mia attuale interpretazione, il Dare praticamente equivale al Condurre (l’energia), ma condurre non a casaccio, ma all’interno del mio specifico volume esistenziale, quello che è “riscaldato al punto giusto”, che è saturo della mia specifica spiritualità, che contiene già le mie tarature, la mia colonna sonora, i miei ritmi, il mio volere, i miei potenziali “know how”.

Lo so che questo volume, la mia “Radura esistenziale della chiarezza:) , esiste già come un dato di fatto (come un regime della trasmissività ufficialmente registrato), praticamente a livello dello spirito ci vivo già dentro in pieno, ma a livello umano devo ancora aspettare di essere ufficialmente “invitata” ad entrare e a farne parte.

Probabilmente, la cosa più difficile di questa attesa, è che non esiste nessun modo di sbirciare dentro questo mio nuovo formato della presenza ondulare, non posso avere delle anticipazioni tangibili; a proposito, vi ricordate il “Piccolo Principe”? Quando sul suo pianeta d’origine è arrivata la Rosa, “soffiata dal Cielo”, e questa Rosa, appunto, non ha voluto né potuto sbocciare subito, ma continuava a fare dei preparativi coperta da un velo, prolungando l’attesa, perché voleva apparire in tutto il suo splendore.

Ecco, il mio futuro regime esistenziale si sta comportando come questa Rosa, mi fa capire che ci sia, mi parla anche da dentro il suo sipario, possiamo perfino elaborare insieme lo scenario approssimativo delle successive “avventure” della mia luce nei meandri del piano fisico, ma per il resto… devo avere pazienza, perché sono in corso delle tarature multidimensionali che la mia mente umana non è proprio in grado di capire, e quindi devo lasciare che se ne occupino “gli addetti ai lavori”. :)

D’altra parte, però, non è che io devo aspettare in modo del tutto passivo, posso comunque avanzare spedita verso “il luogo della mia destinazione”, però la tecnica di questo avanzamento è assai impegnativa e decisamente poco convenzionale.

Provate ad immaginarvi l’operazione chirurgica fatta per attaccare un arto “smarrito” al resto del corpo. Ci sono tanti collegamenti da sistemare in posizione giusta e successivamente ricucire: i nervi, i vasi sanguigni, la pelle.

Ecco, mi sento come questo arto separato (diciamo, un’ala :wink: ) e sento che per poter ricongiungermi con il resto del corpo devo essere disponibile e sufficientemente aperta per far transitare attraverso di me tante piccole cose (eccitazioni, ordini dei numeri, particelle della ragione, tarature e catalizzatori vari, sostanze acceleranti ecc.), devo eseguire tanti micro e anche nano-movimenti sia fisici che metafisici, che risalgono tutti al mio principio ondulare (e per questo sono sempre e comunque integri, fanno parte dello stesso tessuto vitale, si riferiscono alla stessa fonte), ma che, presi uno per uno, potrebbero anche sembrare "stupidi" e privi di senso. :)

Devo fare tante mini-acrobazie, devo impostare e reggere tante mini-inclinazioni, o, forse, potrei dire “declinazioni”?
Declinare me stessa all’interno di questa o quella inquadratura, dentro questo o quel "paragrafo" della presenza, e devo farlo, usufruendo del mio specifico spazio del pensiero, attivando il mio specifico senso del pensiero, la mia specifica curvatura del pensiero, e devo farlo da sola, perché nessun altro essere umano è in grado di essere insieme a me dentro questo vortice e flusso interiore della mia fattibilità.

Tornando al discorso dell'invito formale che io, come d'altronde tutti gli altri, sto aspettando di ricevere.

Come potremo riconoscere e sentire senza ombra di dubbio che "è arrivata la nostra chiamata", la nostra ora di uscire dalla prigione?

Secondo me, arriverà come una pioggia vertiginosa di tanti “Io so”, “Io posso”, “Io devo”, accompagnata anche da riscontri e sollecitazioni di carattere pratico, arriverà come un’”ouverture” musicale del nostro autentico e "verosimile" “play” (del "play" che in ogni suo movimento, in ogni sua sfumatura riproduce, conferma e anche rilancia la verità), insomma… sarà bellissimo, a dir poco… :D
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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by stefano » Wed Jul 08, 2009 18:47

arrivi a un certo punto ove devi solo essere rimanendo in quel Centro.
mica facile:)

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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Irinushka » Tue Aug 25, 2009 19:24

Ultimamente sul forum russo abbiamo parlato molto del meccanismo dei desideri, e sostanzialmente siamo tutti d’accordo sul fatto che desiderare è importante e che la condizione “Io non voglio niente” potrebbe essere parecchio penalizzante.

Come ha scritto Landers, il mio collega lettone, se uno rinuncia alla sua naturale prerogativa (diritto) di desiderare, la sua “quota” potrebbe essere usata (acchiappata) da qualcun altro, ovviamente, negli interessi di quel qualcun altro.

È come se uno, rinunciando a quel suo diritto fondamentale, dichiarasse: "Non mi importa, su quale carro salirò", e così finirà per salire su un carro qualunque dove ci sarà un eventuale posto libero (giusto per tappare un buco; perché dei vuoti non sono tollerati, lo spazio in movimento deve essere riempito), invece di essere lui stesso a scegliere il suo “carro della causalità ideale”.

**************************************

A questo punto vorrei sottoporre alla vostra attenzione questa bozza verbale (dello stato delle cose che è entrato nella mia visuale un paio di ore fa).

"IO VOGLIO (uno stato di un autoposizionamento spaziale “proteso ed allungato”, non necessariamente verso qualcosa di concreto, ma piuttosto come accensione di uno stato attivo di ricerca e di autoricalcolo, come un regime dell’imperatività ONLINE), come un mezzo per attirare verso di sé (anche dagli spazi e dalle inquadrature non terrestri) delle tarature onniscenti della causalità (che invece sanno benissimo che cosa esattamente io voglio, e perché/a che scopo, e che cosa c'è sotto e anche sopra :) ), che sentono un bisogno irresistibile di farsi vedere, di manifestare se stesse tramite i giri del mio (del nostro) dono della parola umana, in un campo (in un contesto) degli eventi pratici, nella vita del mondo." :)
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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Daniele » Tue Aug 25, 2009 19:53

Irinushka wrote:A questo punto vorrei sottoporre alla vostra attenzione questa bozza verbale (dello stato delle cose che è entrato nella mia visuale un paio di ore fa).

"IO VOGLIO (come accensione di uno stato attivo di ricerca e di autoricalcolo, come un regime dell’imperatività ONLINE), come un mezzo per attirare verso di sé (anche dagli spazi e dalle inquadrature non terrestri) delle tarature onniscenti della causalità che sentono un bisogno irresistibile di farsi vedere, di manifestare se stesse tramite i giri del mio (del nostro) dono della parola umana, in un campo (in un contesto) degli eventi pratici, nella vita del mondo." :)
Beh, un "io voglio" espresso in questa maniera lo vedo più come un campo di potenzialità/fattività invece di un semplice desiderio personale, una sorta di "io posso/io manifesto" (nonchè "io concedo che accada").
Messa così è già un altro paio di maniche.
Forse è lo step riservato a tutti coloro che nel tempo hanno "imparato a desiderare", a gestire pensieri e desideri, e quindi possono passare alla classe successiva dove poter pensare e desiderare più "in grande".

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Post by Irinushka » Wed Aug 26, 2009 11:27

Daniele wrote: Beh, un "io voglio" espresso in questa maniera lo vedo più come un campo di potenzialità/fattività invece di un semplice desiderio personale, una sorta di "io posso/io manifesto" (nonchè "io concedo che accada").
Messa così è già un altro paio di maniche.
Forse è lo step riservato a tutti coloro che nel tempo hanno "imparato a desiderare", a gestire pensieri e desideri, e quindi possono passare alla classe successiva dove poter pensare e desiderare più "in grande".
Secondo me, molte persone adesso si trovano nella condizione di non sapere, di non essere in grado di desiderare. Perché il desiderare alla vecchia maniera non funziona più, sembra che, indipendentemente dall’oggetto del desiderio, non faccia abbastanza presa e non permetta di inquadrare e di coinvolgere tutti gli strati ed angolazioni del proprio essere, mentre i meccanismi del desiderare di nuovo stampo sono ancora in via di formazione.

E quindi sento il bisogno di predisporre qualche tipo di “utility” o di ponte, un regime che potrebbe mettere d’accordo i livelli umani e i livelli divini. :)

Sostanzialmente, direi che non ha tanta importanza lo scopo concreto, quanto quel particolare “assetto spaziale” che uno assume, quando decide di viaggiare verso una certa direzione. :)

********************************

Ieri sul forum russo una ragazza che vive tutta questa trasformazione globale con un atteggiamento assai negativo e sospettoso (è divertente che continui a tornare su questo forum, pur non condividendo i miei punti di vista e, anzi, facendo finta di ignorarmi, perché, come dice lei stessa, “io e i miei scritti la facciamo uscire fuori dai gangheri" :lol: ) ha scritto un post che mi è sembrato molto interessante.

Sente che il mondo sta crollando, sente che l’ambiente esterno sia ostile nei suoi confronti, e allora a questo punto, giusto per non stare con le mani in mano, ha deciso di realizzare un sogno della sua infanzia: imparare a dipingere.

E ci ha anche fatto vedere un paio di disegni che mi sono piaciuti molto, e mi hanno stimolata ad esprimere questa considerazione: che quando uno non sa proprio che cosa desiderare, oppure non desidera niente, forse potrebbe provare ad andare a scavare un po’ in quegli strati remoti dove sono stati sepolti i sogni della sua infanzia. Perché allora, prima che la sua naturale sensibilità fosse stata compromessa ed offuscata dai vari denominatori comuni, lui era molto più aperto, e molto più vicino allo spazio e alla passione della propria anima. :)
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