Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Chiara
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Re: Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Post by Chiara » Mon Apr 11, 2011 11:34

Domenica al seminario di Torino ho posto una domanda e mi sono sentita pronunciare come inizio della formulazione “Patisco” e subito ho sentito un sospiro della nella sala, comprensibile dato che si era parlato poco prima del bisogno di bandire la sofferenza.
Non mi sono scoraggiata anche se mi stavo monitorando per vedere se riuscivo a stare fuori dal vecchio tempo lineare, diciamo, e quel sospiro non era un buon segno.

Dalla risposta che mi è stata data, ho avuto doni preziosi e bisogna dire che Metatron ha una santa pazienza (sono proprio lenta a comprendere) e questa volta è stata la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso di Pandora.

L’italiano è una lingua meravigliosa e questa parola che è venuta a trovarmi e si è posta tra le prime nella mia domanda mi ha “salvato”. Patire viene dalla parola greca Pathos ed il significato a questo termine lo trovai quando mi dissero al liceo che è “ciò che distingue l’arte scultorea greca di un certo periodo da quella precedente”. Direi che è il sentimento che lo scultore riesce a immortalare nella materia.

Quindi il patire non si risolve sempre nella sofferenza, patire indica principalmente l'intensità, direi.
Si può verificare in effetti che quando patisci qualcosa la sofferenza può essere un addizionale, un accessorio, arriva dopo, quando quel patire ti toglie o pensi ti tolga qualcosa di vitale, soffri ma per ciò che hai paura di perdere o di aver perduto. (ad esempio se patisci la macchina puoi non vomitare guardando costantemente fuori dal finestrino)

Questa è anche la linea che è stata data alla risposta che mi è arrivata.

Che la sofferenza parta da una "pretesa" è un concetto spirituale molto profondo, nel senso che c'è bisogno di tanto Amore dentro per poterlo sostenere, a volte, e per vederne la verità bisogna sentirsi parte del Tutto senza chiedere di poter fare i conti in tasca all’economia del Tutto, anche perché sarebbe un calcolo con infinite variabili che nessun calcolatore può risolvere.

Patire è sinonimo di passione, sofferenza no.
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Re: Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Post by Irinushka » Mon Apr 11, 2011 12:38

chiara wrote:
Patire è sinonimo di passione, sofferenza no.
Pathos [πάθος, pathos] (dal greco πάσχειν "paschein", letteralmente "sofferenza" o "emozione") ...

http://it.wikipedia.org/wiki/Pathos" onclick="window.open(this.href);return false;

E non vi sembra che questo "O" ("sofferenza" o "emozione") invece di indicare due sinonimi, vorrebbe indicare due condizioni assai diverse, due modalità di ricerca assai diverse...? :)

Mai visto un "O" così conduttivo... :)
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Re: Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Post by silvana » Mon Apr 11, 2011 12:58

Chiara ti ringrazio di cuore per questo tuo post sul "patire" e "soffrire", è talmente chiaro ma soprattutto "vero" e adesso mi apre una grandissima finestra dal momento che l'ho sprimentato ieri sulla mia pelle (anche se ancora non lo sapevo).Un abbraccio.Silvana

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Re: Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Post by Irinushka » Mon Apr 11, 2011 15:54

Irinushka wrote:
chiara wrote:
Patire viene dalla parola greca Pathos ed il significato a questo termine lo trovai quando mi dissero al liceo che è “ciò che distingue l’arte scultorea greca di un certo periodo da quella precedente”. Direi che è il sentimento che lo scultore riesce a immortalare nella materia...

... Patire è sinonimo di passione, sofferenza no.
Pathos [πάθος, pathos] (dal greco πάσχειν "paschein", letteralmente "sofferenza" o "emozione") ...

http://it.wikipedia.org/wiki/Pathos" onclick="window.open(this.href);return false;

E non vi sembra che questo "O" ("sofferenza" o "emozione") invece di indicare due sinonimi, vorrebbe indicare due condizioni assai diverse, due modalità di ricerca assai diverse...? :)

Mai visto un "O" così conduttivo... :)
A proposito, quando nel 2003 nella nostra (mia e di Massimo) è appena entrata la prospettiva del cosiddetto "Progetto", della trasformazione planetaria e della nuova condizione umana (solo che all'epoca erano disponibili pochissimi pixel per poterla descrivere e ancora meno per poterla sviluppare), si parlava dell'isola di Cipro come di una possibile "base" operativa e in particolare della regione di Paphos.

Forse i piani superiori (dove allora veniva scritto tutto il software) avevano proposto questa zona anche perché aveva un nome che in un certo senso definisce il nostro nuovo credo esistenziale... :roll: :D
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Re: Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Post by Chiara » Fri Apr 22, 2011 15:14

Nell'ultimo incontro individuale, nella parte riguardante il momento attuale rispetto alla vecchia condizione umana, la situazione appariva in questo modo : " In un certo senso la sofferenza non può più aderire alla persona in modo diretto, ...., può ancora emozionare ma come se fosse un'emozione non proprio personale, se volgiamo anche come un’emozione del Tutto che mi dice “scopri questo tipo di sofferenza, perché le tue energie sono fatte in modo tale che ti permettono di scoprirla .."." Però, guarda che questa sofferenza non ti appartiene è soltanto una corrente della vita che ti impegna in un certo regime di forza ...”. "

Dopo di che, da alcuni giorni, la parola soffrire si è trasformata:

sofreere

"così liberi, sovrani"

Mi piace pensare che questo faccia parte dell'esperienza del protagonista della ricorrenza che in questi giorni viene celebrata da alcune persone. Così per me assume meglio il senso Passione/Amore-Unione.
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Re: Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Post by Irinushka » Tue Jun 21, 2011 19:00

Ieri, mentre rastrellavo l'erba sul prato (a proposito, ieri sera abbiamo ricevuto dal Nuovo SO in persona alcuni chiarimenti a proposito dell'episodio di cui ho parlato nel topic della Materialità e sì, diciamo che effettivamente è stata una "demo" di una conduttività alternativa, ieri le energie intorno a noi erano "parecchio riscaldate", per cui c'era una forte predisposizione per qualche genere di "miracolo", per qualche deviazione da un "normale" comportamento delle cose :D ) meditavo su questo equilibrio:

evitare di drammatizzare e anche di dare corda a chi ha voglia di drammatizzare, non c'è nessun bisogno di "gonfiare" in questo modo artificiale quello che sentiamo, però nemmeno farci trascinare in qualcosa che decisamente non è roba nostra, che non ci risuona, non prestarci a fare le comparse nel gioco degli altri, non abusare della propria vitalità e della propria corposità per compiacere gli altri, magari, perché se ci è dato sentire il vuoto, il nulla, abbiamo anche la responsabilità di evitarlo, di declinarlo, di difenderci da questo vuoto di cui anche i nostri stretti parenti e famigliari potrebbero essere dei portatori (non so quanto sani).

Certo, è anche una questione di gradazioni: per esempio, una cosa è accettare di "sacrificare" un giorno, e l'altra è quella di "sacrificare" due settimane o peggio, però, forse la Vita non ragiona in questo modo (un'esposizione al nulla di breve durata potrebbe essere accettata, mentre quella prolungata no); secondo me, abbiamo l'obbligo di essere noi stessi in ogni momento, anche perché, come sappiamo, lo spazio della Nuova Era è uno spazio in cui non si ha una residenza fissa per definizione; questa residenza, queste portanti, devono essere confermate in continuazione, altrimenti si viene buttati fuori.

Quindi non possiamo "sacrificare" proprio niente, sarà come tradire la propria scala della fattibilità, la propria autonomia di origine, pensiamo forse che i fili dell'alta tensione possano essere staccati e riattaccati così, con disinvoltura, in ogni momento?

E se la Vita, il Tutto conta su questi nostri fili per farvi transitare dentro proprio in questo momento qualcosa che ritiene importante? Magari anche qualcosa che non è destinato a noi come destinatario finale, ma che comunque richiede il nostro servizio e il nostro impegno a tempo pieno.

E allora se sentiamo questa responsabilità e questa Vita viva nel sangue, come possiamo accettare di "spegnerci" anche solo per poco per assecondare "It doesn't matter", sarà come dissanguare le nostre cellule e celluline, privarle di ossigeno, e non sarà per niente una cosa armonica, anzi, sarà una cosa orripilante.

Certo, ci sono degli interrogativi, tanto per dire: come fare a far capire ad una persona che tutto quello in cui lei crede per te non significa niente, non ti eccita, non ti fa venire la voglia di fare nemmeno il minimo sforzo per assecondare il suo gioco?
Irinushka wrote:
Questa enigmatica variazione/ridistribuzione della densità, sia di noi stessi che del mondo che ci circonda (e che continuiamo a ritenere reale, tutto reale, nient'altro che reale, fino a prova contraria :) ) che ormai ci tocca sempre più nel vivo, comporterà, tra le altre cose, un fenomeno delle "perdite", delle "scomparse", delle "dipartite" energetiche alcune delle quali potremo anche notare direttamente, mentre alcune altre no.

Non saranno le perdite dolorose o che ci faranno soffrire (perché si tratterà di ciò che non è reale, che non ha uno status di una presenza reale, e che quindi sottoposto ad una prova della densità, non sarà in grado di ri-confermare se stesso, risulterà "senza portanti" e "senza voce", e allora... si dissolverà o qualcosa del genere (scrivo qualcosa del genere perché non si sa esattamente come, in che modo si comporterà tutta questa alchimia della Nuova Era... :roll: :) )

Poco, ma sicuro che non assomiglierà a niente di quello che sia esistito nel passato, quindi tutti questi discorsi sul ritorno ai vecchi archetipi ecc., dal mio punto di vista, sono campati in aria.

Ora che l'ho scritto, mi è venuta in mente la strega cattiva del "Mago di Oz", quella che poi si scioglieva completamente quando la bambina le versava addosso un secchio d'acqua... :)
Mi viene il sospetto che saremo proprio noi a dover buttare addosso alle cose dell'attualmente manifestato questi benedetti secchi d'acqua...

Anche se potrebbe non essere affatto piacevole...

Giusto per rimanere nel tema :) :

http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=UaAVruFYPYs" onclick="window.open(this.href);return false;
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Re: Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Post by silvana » Tue Jun 21, 2011 19:31

...Come fare a far capire a una persona che tutto quello in cui crede.....Certo è una domanda importante ,non proprio facile ,ma intanto potremmo incantarle con questa bellissima musica ,chissà quale potrebbe essere l'effetto?!! Intanto prepariamo i secchi d'acqua e vedremo :o

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Re: Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Post by Irinushka » Fri Jun 24, 2011 10:44

Irinushka wrote: evitare di drammatizzare e anche di dare corda a chi ha voglia di drammatizzare, non c'è nessun bisogno di "gonfiare" in questo modo artificiale quello che sentiamo, però nemmeno farci trascinare in qualcosa che decisamente non è roba nostra, che non ci risuona, non prestarci a fare le comparse nel gioco degli altri, non abusare della propria vitalità e della propria corposità per compiacere gli altri, magari, perché se ci è dato sentire il vuoto, il nulla, abbiamo anche la responsabilità di evitarlo, di declinarlo, di difenderci da questo vuoto di cui anche i nostri stretti parenti e famigliari potrebbero essere dei portatori (non so quanto sani).

Certo, è anche una questione di gradazioni: per esempio, una cosa è accettare di "sacrificare" un giorno, e l'altra è quella di "sacrificare" due settimane o peggio, però, forse la Vita non ragiona in questo modo (un'esposizione al nulla di breve durata potrebbe essere accettata, mentre quella prolungata no); secondo me, abbiamo l'obbligo di essere noi stessi in ogni momento, anche perché, come sappiamo, lo spazio della Nuova Era è uno spazio in cui non si ha una residenza fissa per definizione; questa residenza, queste portanti, devono essere confermate in continuazione, altrimenti si viene buttati fuori.

Quindi non possiamo "sacrificare" proprio niente, sarà come tradire la propria scala della fattibilità, la propria autonomia di origine, pensiamo forse che i fili dell'alta tensione possano essere staccati e riattaccati così, con disinvoltura, in ogni momento?

E se la Vita, il Tutto conta su questi nostri fili per farvi transitare dentro proprio in questo momento qualcosa che ritiene importante? Magari anche qualcosa che non è destinato a noi come destinatario finale, ma che comunque richiede il nostro servizio e il nostro impegno a tempo pieno.

E allora se sentiamo questa responsabilità e questa Vita viva nel sangue, come possiamo accettare di "spegnerci" anche solo per poco per assecondare "It doesn't matter", sarà come dissanguare le nostre cellule e celluline, privarle di ossigeno, e non sarà per niente una cosa armonica, anzi, sarà una cosa orripilante.

Certo, ci sono degli interrogativi, tanto per dire: come fare a far capire ad una persona che tutto quello in cui lei crede per te non significa niente, non ti eccita, non ti fa venire la voglia di fare nemmeno il minimo sforzo per assecondare il suo gioco?
...

Ora che l'ho scritto, mi è venuta in mente la strega cattiva del "Mago di Oz", quella che poi si scioglieva completamente quando la bambina le versava addosso un secchio d'acqua... :)

Mi viene il sospetto che saremo proprio noi a dover buttare addosso alle cose dell'attualmente manifestato questi benedetti secchi d'acqua...

Anche se potrebbe non essere affatto piacevole...
Quando ho scritto questo post, sentivo che a sua volta era una "preview" di qualcos'altro, che era un modo per esigere ed attirare altri elementi di chiarezza, altre "utilities" da parte del Nuovo SO e infatti ieri, durante la giornata degli incontri individuali a Milano (superconduttiva, bisogna proprio dirlo :) ), si sono aperte altre chiuse, si sono intravisti altri PUNTI DI VISTA (che sto ancora metabolizzando), e... la posta in gioco è diventata ancora più alta, le condizioni dell'ambiente ancora più incandescenti, la nostra responsabilità nei confronti dell'AUTENTICITA' e della conduttività TERRESTRE (perché non è affatto detto che tutto quello che è presente, si muove, parla, riceve, trasmette, desidera ecc. serva davvero la conduttività terrestre, l'autonomia terrestre, la stabilità terrestre) ancora più grande, così da mettere decisamente in secondo o anche in terzo piano la fatidica domanda: "come fare a dire ad una persona..."

Comunque penso che la nostra risposta debba essere prima di tutto molto conduttiva, matura e consona al nostro specifico respiro esistenziale, dobbiamo usare la Parola in modo che sia al servizio del nuovo ordine terrestre, non è affatto il nostro scopo aprire gli occhi ad una certa persona (anche perché è possibilissimo che non sia tecnicamente possibile, che questa persona non sia qui per vedere e addirittura che non sia esattamente una persona...), ma piuttosto contribuire ad aprire le porte del "ghetto" della dimensione umana e del vecchio "reason system" (argomenti a cui avevo accennato nel mio ultimo articolo sul sito), usando il nostro profilo vibrazionale come un grimaldello universale.

Comportarci come se ci rivolgessimo direttamente al Tutto, usando una certa persona come un'interfaccia, un vettore, un'indicazione stradale, ma non come un destinatario finale, sentendo la Vita vera prima di tutto dentro il nostro spazio del discorso, evitando di usare LA MUFFA VERBALE, evitando di usare le parole che servono, confermano e riproducono il vuoto, scaldando la persona con la nostra maniera di esprimerci (se mai vorrà essere scaldata da noi), insomma, non sono davvero possibili le spiegazioni, le spiegazioni serie, l'unica cosa che dobbiamo esprimere e confermare è il nostro corrente stato della maturità e dell'autoscissione e il "carattere della nostra luce".

Penso anche che l'unica cosa reale che possiamo offrire alle persone che con il loro stesso modo di essere cercano di trascinarci dentro la loro scala della fattibilità e il loro sistema dei valori, sia un affetto autentico e una gratitudine autentica, che, però, possono benissimo essere accompagnati da un "NO" deciso ed inequivocabile.

Capiranno, non capiranno l'autenticità di questo nostro dono, della nostra scelta di uscire fuori dal "ghetto" dei significati, dei valori e degli interessi umani, di diventare "una forza del sollevamento", magari, agevolando in questo modo anche il loro futuro? Probabilmente, non capiranno, probabilmente, si sentiranno offesi, probabilmente, ci ricambieranno con delle reazioni ed emozioni decisamente poco piacevoli, appunto.

Però è così che stanno le cose e dobbiamo essere pronti.
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Re: Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Post by Irinushka » Fri Jun 24, 2011 10:45

silvana wrote:...Come fare a far capire a una persona che tutto quello in cui crede.....Certo è una domanda importante ,non proprio facile ,ma intanto potremmo incantarle con questa bellissima musica ,chissà quale potrebbe essere l'effetto?!! Intanto prepariamo i secchi d'acqua e vedremo :o
Forse davvero dobbiamo rispondere con la musica, invece che con le parole? :)

http://www.youtube.com/watch?v=hyNkb34kjWk&feature" onclick="window.open(this.href);return false;

Uno dei miei brani prefetiti... :D
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Re: Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Post by nadia » Fri Jun 24, 2011 11:47

Sentendo al tua musica ho scritto e la velata malinconia di quelle note a volte diventava struggimento, come un addio, un ora vado, devo andare.
Leggo le tue parole e intuisco che ancora sono porte e non è detto che siano tutte ancora valicabili.
"Ghetto, muffa verbale,una persona che non è esattamente una persona,grimaldello universale,autoscissione,ghetto dei significati,forza del sollevamento."
Parole taglienti come lame, parole d'entrata e d'uscita.
Poi ancora la musica, che aiutava la comprensione del cuore.
Il viaggio, un viaggio? un viaggio da "portoghese"senza biglietto, sperando che il controllore non salga e non scopra l'abuso?
Chi viaggia e chi no, chi si riposa, chi non partirà mai, chi crede di viaggiare e chi per ora solo desidera viaggiare.
C'è già tutto e non c'è ancora niente...chi ha occhi per vedere, chi ha cuore per immaginare...
Rileggo le tue parole e intuisco ancora che ancora sono porte e non è detto che siano tutte ancora valicabili.
Ancòra o àncora? :idea:
Questa che viene è un po' la mia musica di ora....
NamoЯartista a servizio dello Spirito

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Re: Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Post by Irinushka » Fri Jun 24, 2011 14:20

nadia wrote:Leggo le tue parole e intuisco che ancora sono porte e non è detto che siano tutte ancora valicabili.
... Parole taglienti come lame, parole d'entrata e d'uscita.
Labbra-door, Labrador, Labradorite... :)

Comunque, sì, in questo momento sento "il tempo variabile" (più che altro, perché la percentuale della non leggibilità è ancora piuttosto alta), e forse questa aggiunta potrebbe aiutare a fare venire il sereno. :)
Irinushka wrote:...contribuire ad aprire le porte del "ghetto" della dimensione umana e del vecchio "reason system" (argomenti a cui avevo accennato nel mio ultimo articolo sul sito), usando il nostro profilo vibrazionale come un grimaldello universale.
Invece di prendere sul serio, come se fosse perfettamente vero, tutto quello che circola all'interno del "ghetto" (magari, è una parola tagliente, però è ancora relativamente dolce per esprimere la condizione di trovarsi in una dimensione esistenziale artificialmente "troncata" e per di più piena zeppa di vari "specchi per le allodole"), proviamo a respirare con i nostri polmoni "alternativi", quelli che ci mettono in contatto diretto con la terrestricità non troncata, non mutilata, non distorta dalla "convenienza" con la faccia/facciata umana.

Praticamente è attraverso questi polmoni che noi rinnoviamo le nostre cellule e celluline fisiche e non fisiche, le quali, a loro volta, ci offrono il loro nuovo sapere, inspirato direttamente dalla Vita, magari, la mente non sa ancora come elaborare questo sapere decentralizzato e soprattutto queste nuovissime frequenze alchemiche che lo contengono; perciò, se venisse interrogata: "Ma tu sai o non sai?" risponderebbe "Non so" :roll: :) ; eppure il sapere, il sapere della Vita multidimensionale, c'è, è già presente, anzi, non è nemmeno il sapere, è la nostra linfa vitale, la nostra "densità su misura" che riceviamo "alla chetichella" da dietro il portone ancora chiuso... :)

E, volendo, potete seguire anche questa raccomandazione ricevuta ieri: immaginate di avere un interruttore di posizione accanto ad ogni singola cellula esistenziale, e poi mettetelo nella posizione "su" (massima apertura)... :)
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Re: Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Post by Irinushka » Thu Jun 30, 2011 8:17

silvana wrote:E da questa mattina ho in testa questa frase: quanto amore frustrato,soffocato,non manifestato c'è sotto l'aggressività? Silvana
Questo è possibile, però è anche possibile che sotto l'aggressività ci sia un profondo disagio dovuto alla permanenza su questo pianeta, in questa dimensione, un messaggio continuo "Non mi piace, non mi piace, non mi piace, onestamente parlando (cosa di cui non sono capace), qui non mi piace niente, e allora uso ogni occasione per urlarlo al mondo".

"Questa non è la mia luce, non è la mia aritmetica, non è il mio Tutto, qualcuno mi liberi..."

E se sentiamo davvero questo urlo, non possiamo far finta di non sentirlo per quello che è, invece di attribuirgli le interpretazioni di comodo, del nostro comodo corrente, del vecchio Reason System...
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Re: Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Post by silvana » Thu Jun 30, 2011 8:41

Grazie Irina questa interpretazione apre nuovi orizzonti e allora cosa fare? La nostra eccitabilità ,sensualità primordiale il nostro impulso del sangue possono entrare in gioco e rispondere a"qualcuno mi liberi" ?

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Re: Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Post by Irinushka » Thu Jun 30, 2011 9:28

silvana wrote:Grazie Irina questa interpretazione apre nuovi orizzonti e allora cosa fare? La nostra eccitabilità ,sensualità primordiale il nostro impulso del sangue possono entrare in gioco e rispondere a"qualcuno mi liberi" ?
Direi che il primo passo è quello di sentire e di accettare questo urlo, questo richiamo per quello che è, senza farne un dramma, e non è esattamente facile, perché vorrà dire che in pratica smettiamo davvero di usare i vecchi e familiari motori di ricerca umani e passiamo oltre, ad un ricalcolo fino a poco tempo fa impensabile ed inimmaginabile di tutto ciò che è oppure potrebbe essere la Vita, la manifestazione della Vita a livello esterno.
Irinushka wrote: A proposito, ho ricordato che la notte scorsa ad un certo momento mi veniva detto che non solo si tratterà di partire dalla "tabula rasa", ma addirittura di fabbricare questa stessa "tabula rasa" (qualità e potenza dei suoni; densità e curvature delle lettere dell'alfabeto primordiale, regolare gli accenti primordiali della Luce che sono a monte della Parola, altro che il sapere prêt-à-porter; criteri e direzioni dell'aerodinamicità e altro ancora)... :)
E comunque il nostro corpo è già direttamente coinvolto, perché a lui è dato notare le frequenze "aliene" (quelle non (più) compatibili con la dimensione terrestre) magari prima della nostra mente, e allora lui semplicemente si rifiuta di condurle, di assecondarle, dice "Questa roba non è terrestre, NON MI SERVE, non la voglio toccare, non voglio farmi contagiare".

E questa decisa presa di posizione da parte del corpo sarà qualcosa a cui noi non potremo sottrarci; la nostra psiche, anche se educata in un certo modo, sarà sempre più disarmata davanti a questo sapere cristallino del corpo: "Io di là, in questa densità, in questa muffa, non ci vado, non mi ci immergo, è contrario alle mie portanti e alle mie inclinazioni naturali, allora, sei con me oppure...?"
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Re: Gli elementi di "disturbo" nella crescita personale

Post by silvana » Thu Jun 30, 2011 14:30

quante cose SA questo corpo e ci è ancora così sconosciuto,viene proprio voglia di abbracciarlo e amarlo di più! Grazie.Silvana

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