"tutti siamo UNO" malesseri diffusi collegati

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Irinushka
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Re: "tutti siamo UNO" malesseri diffusi collegati

Post by Irinushka » Sat Jun 13, 2009 18:36

Metto qui alcune delle mie recenti scoperte, relative alla mia interazione con “la gente normale”, quella che Vede le montagne e i boschi
Vede le nuvole e il cielo
Eppure non vede nessuna delle cose
Che stanno sotto il suo stesso naso”.
:)

Possono essere (e spesso lo sono) delle persone molto simpatiche, però… usano le proprie energie, i propri sensi, i propri propulsori esistenziali per "negare il volo", per alimentare e per riprodurre il tessuto della vecchia realtà, si mettono continuamente d’impegno per non permettere a quel vecchio tessuto di sgretolarsi e nemmeno “di fare una piega”, per sostenere con ogni suono, con ogni gesto la dimensione esistenziale dove io mi sento essere in prigione, dove non riesco più a percepire nessun soffio di vita dentro di me, dove posso essere soltanto un ologramma, una proiezione statica e scolorita, una pianta ornamentale inclinata in una certa maniera a beneficio degli altri.

La cosa più difficile per me in questo momento è quella di trovare e di mantenere l’equilibrio tra tutte le melodie e i "play" interiori ed esterne con cui in qualche modo devo avere a che fare (che mi riguardano direttamente o indirettamente).

Diciamo che io ho molto più a cuore gli interessi delle anime e del “play” superiore (il "play" che verrà) invece che il play (i modi di fare) delle persone nella loro attuale forma sottomanifestata.
Però sottomanifestata non vuol affatto dire “brutta e schifosa” (e, come forse avrete già capito, io non ho mai usato il concetto dell’ego perché lo ritengo una chiusura e una limitazione della nostra naturale trasmissività :) ), ma piuttosto “non accordata”, non sbocciata.

Ecco, quando io interagisco con una persona “normale”, è possibile che spontaneamente mi trovi ad usare qualche “parola d’accensione” o modo di dire che sento “conduttivo”, nel senso che con la sua melodia e/o le sue oscillazioni nascoste potrebbe contribuire all’allineamento tra il play “nominale” e il play attualmente usato di questa persona, magari, non subito (magari, la scintilla prenderà fuoco più tardi), magari, mai, ma questo comunque è l’unico modo in cui per il momento mi sento autorizzata ad intervenire.

Senza cercare di provare niente a nessuno, e “camuffando” questo mio parlare magico come se fosse un parlare normalissimo. :) E anche usando spesso il silenzio: non in modo tale da creare il disagio, ma abbastanza da interrompere o da ridicolizzare le sequenze della comunicazione trite e ritrite.

Però… quanta fatica mi costa questa “presenza sotto le finte spoglie”, e dietro la linea del fronte, mi sento come un pesce fuor d’acqua, anche se so benissimo che non corro nessunissimo rischio di rimanerci secca. :)

Ma poi, quando “torno a casa”, nella mia naturale geometria multidimensionale, nel mio naturale raggio del pensiero, nella mia causalità, che meraviglia e che gioia sentire questo graduale ritorno alla vita, il magico fluire della mia essenza dentro di me, la condizione di essere una parte comunicante del Tutto! :D :D :D
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Re: "tutti siamo UNO" malesseri diffusi collegati

Post by Irinushka » Fri Jul 24, 2009 10:46

Stanotte si è fatta viva con me una certa sfumatura linguistica che mi ha letteralmente scossa. :)

Secondo il mio sentire, in russo l’effetto è ancora più forte che in italiano (mi riferisco alla trasmissività della parola), ma il concetto è comunque chiarissimo.

Dunque, come forse avete notato, ogni tanto io uso questa espressione: “Il volume vitale (individuale)” (ho cominciato ad usarlo ancora dall’epoca delle mie prime consulenze). E stanotte per la prima volta ho sentito questa versione corretta, “soffiata dal Cielo”: “Il volume (individuale) della VITA”.

Il che vuol dire che la VITA è una categoria unificante e non separatoria, anzi, che la VITA è una per tutti, mentre all’interno di questa condizione primaria possono profilarsi diversi individuali formati e/o volumi della presenza, diversi regimi e ritmi della conduttività, diversi “browser vibrazionali”, diversi "motori di ricerca", diversi modi del pensare – agire ecc.

Non posso spiegarlo bene, ma sento che questa piccola variazione linguistica che proviene "dagli spazi di servizio", dal punto di vista della nostra autoeducazione, "pesa" molto di più di tanti discorsi sulla solidarietà e sull'amore verso il prossimo, anche se, probabilmente, se non si facessero tali discorsi, la condizione del "volume individuale della VITA", dell'esistenza individuale come una parte integrante della causalità globale non sarebbe nata.
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Re: "tutti siamo UNO" malesseri diffusi collegati

Post by stefano » Fri Jul 24, 2009 11:59

a mio sentire e per mia esperienza dico che se non subentra in te questa consapevolezza di fondo e che tu stai descrivendo (e che è in sostanza "profondità" sul significato della VITA) le parole "amore verso il prossimo" non risuonano mai completamente in te.
perchè senza tale consapevolezza (e non perchè lo fai perchè ti è stato insegnato così anche se di fatto è bene secondo me) non puoi comprendere mai fino in fondo il perchè di quell'insegnamento.

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Re: "tutti siamo UNO" malesseri diffusi collegati

Post by Irinushka » Mon Jul 27, 2009 19:25

Irinushka wrote:Stanotte si è fatta viva con me una certa sfumatura linguistica che mi ha letteralmente scossa. :)

Secondo il mio sentire, in russo l’effetto è ancora più forte che in italiano (mi riferisco alla trasmissività della parola), ma il concetto è comunque chiarissimo.

Dunque, come forse avete notato, ogni tanto io uso questa espressione: “Il volume vitale (individuale)” (ho cominciato ad usarlo ancora dall’epoca delle mie prime consulenze). E stanotte per la prima volta ho sentito questa versione corretta, “soffiata dal Cielo”: “Il volume (individuale) della VITA”.

Il che vuol dire che la VITA è una categoria unificante e non separatoria, anzi, che la VITA è una per tutti, mentre all’interno di questa condizione primaria possono profilarsi diversi individuali formati e/o volumi della presenza, diversi regimi e ritmi della conduttività, diversi “browser vibrazionali”, diversi "motori di ricerca", diversi modi del pensare – agire ecc.

Non posso spiegarlo bene, ma sento che questa piccola variazione linguistica che proviene "dagli spazi di servizio", dal punto di vista della nostra autoeducazione, "pesa" molto di più di tanti discorsi sulla solidarietà e sull'amore verso il prossimo, anche se, probabilmente, se non si facessero tali discorsi, la condizione del "volume individuale della VITA", dell'esistenza individuale come una parte integrante della causalità globale non sarebbe nata.
Tornando sull’argomento: non sentite che a questo punto anche l’espressione “MODO DI VITA”, come derivato da questa VITA unificante e non separatoria, assume un significato diverso?

Il MODO DI VITA: “il succedere” nelle inquadrature esterne fatto ad immagine e somiglianza del proprio spettro interiore, della propria grafia della felicità.

Tra le opere dei fratelli Arkadi e Boris Strugackij, gli scrittori “profetici” a cui avevo già fatto qualche riferimento, c’è un romanzo intitolato così: “Cose predatrici del secolo”, e stavolta è proprio il titolo a fornirmi uno spunto.

Gli eventi della vecchia realtà sono tutti, nessuno escluso, degli eventi “predatori"; configurati con lo scopo di “acchiappare la preda” (anche quelli generati da delle motivazioni apparentemente altruistiche); di catturare questa o quell’altra manifestazione dell’esistenza, come “un cibo indispensabile per il nostro metabolismo strutturale”.

Questa impostazione, insieme a tutti i suoi annessi e connessi (vecchie motivazioni, vecchie modalità di fissare l’obiettivo, vecchio volere ecc.) ora si sta progressivamente spegnendo, sta diventando una “non realtà”, non c’entra più con quel nuovo ordine dei numeri che vorrebbe essere immortalato sulla Terra.

E al posto di questa impostazione che cosa arriva?

Arriva la percezione della propria presenza fisica come «Shining », come la condizione di «essere il corpo della luce”, di essere il portatore della martrice cristallina, la percezione, accompagnata a breve distanza da questa grandiosa scoperta che il concetto di un “vicolo cieco” (oppure, se è per questo, anche di un veicolo impantanato :lol: ) si sta autodissolvendo come la neve sotto il sole.

Noi siamo qui per manifestare la nostra natura ondulare e la nostra matrice cristallina “di razza purissima”; noi siamo qui per “fare la luce” con ogni nostro respiro, con qualsiasi nostro movimento (premeditato e non, fatto con sforzo o senza sforzo, sul nostro campo da gioco oppure “in trasferta”), noi siamo qui per influire con il nostro “Io sono” sul tessuto complessivo del succedere umano, attivando il regime del nostro personalizzato tête-à-tête con le Griglie Cristalline della Terra.

Dobbiamo uscire una volta per tutte dalla trappola di associare la nostra predestinazione sulla Terra a qualcosa di esterno; a qualche obiettivo esterno a cui bisogna dare la caccia, altrimenti…

Altrimenti che cosa?
Ci sentiremo falliti? Ci annoieremo? Non sapremo come occupare il nostro tempo? Ci sentiremo vuoti dentro?

E allora, che cosa c’è di male nel sentirsi vuoti?

È una condizione a cui non siamo ancora per niente abituati, e allora sentiamo forse un certo sconforto, e qualcuno tende addirittura a “pedalare di proposito questo sconforto”, a permettergli di creare degli pseudodrammi, pseudoeventi, magari, trasformando alcuni effetti collaterali della trasformazione in una cosa a sé stante, per continuare a vivere nell’emozione, anche se in un’emozione parecchio distorta.

Sono abbastanza sicura che molti di quegli effetti collaterali di cui si parla in giro potrebbero essere ridotti in modo significativo, a condizione che la smettessimo con la nostra ben radicata abitudine di voler sempre avere in piedi, in funzione (anche nella modalità delle cose che vanno in tilt :lol: ) qualche legame, qualche campo di contatto (vero od illusorio che sia) con ciò che percepiamo come il nostro attuale esterno (e quando parlo dell’esterno, mi riferisco anche alle varie fonti o guide interdimensionali), di portare sempre qualche bagaglio caricato nello spazio della nostra mente.

Sabato io e Massimo siamo stati in montagna, e abbiamo fatto una bellissima gita, con più di 7 ore di cammino e il dislivello complessivo di circa 1400 metri, e per quasi tutto il tempo io sentivo dentro di me il vuoto totale. Non sentivo le energie, non sentivo la natura, non ero concentrata su niente, sentivo indirettamente (nel senso che non mi eccitava) l’enormità dello spazio e la naturalezza dei miei movimenti e nella parte finale anche tanta stanchezza. :)

Però sapevo che, nella mia qualità del portale, stavo contemporaneamente vivendo in un altro regime della realtà e che prima o poi questi diversi regimi del mio play si sarebbero di nuovo ricongiunti.

In effetti, il giorno dopo, pur sentendomi dolorante dappertutto :lol: , ho percepito una fortissima apertura energetica, e così di slancio ho scritto un articolo per il mio blog che non riuscivo a scrivere da diversi giorni.
Per il momento è soltanto in russo, ma poi presenterò anche la versione italiana.

E intanto, se avete voglia, potete clickare sulla galleria Landscapes (Stone), così vedrete la foto del protagonista: è un minerale chiamato Labradorite, che Mirella mi ha regalato per il mio compleanno e con cui finalmente sono riuscita a fare quattro chiacchiere... :)
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Re: "tutti siamo UNO" malesseri diffusi collegati

Post by Daniele » Mon Jul 27, 2009 19:36

Irinushka wrote:Arriva la percezione della propria presenza fisica come «Shining », come la condizione di «essere il corpo della luce”, di essere il portatore della martrice cristallina, la percezione, accompagnata a breve distanza da questa grandiosa scoperta che il concetto di un “vicolo cieco” (oppure, se è per questo, anche di un veicolo impantanato :lol: ) si sta autodissolvendo come la neve sotto il sole.
Sì, questa idea/immagine/associazione col corpo di luce era venuta anche a me proprio ieri pomeriggio, non so perchè ma "sentivo" che era ciò che si andava formando, e mi fa piacere la conferma che è così che vanno le cose.

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Re: "tutti siamo UNO" malesseri diffusi collegati

Post by Lalla » Wed Aug 05, 2009 19:18

Prima di tutto devo dirvi che verso la fine di luglio ho ricevuto un messaggio con delle date (il che mi succede raramente, avere date/giorni ben chiari) dove una parte del messaggio era per me stessa, e un'altra parte per Irina e per Massimo.
Non entrando nei dettagli, dico soltanto che il 3 agosto e il 4 agosto erano le date che riguardavano me.

Un'altra cosa che vi devo dire è che sono stata avvisata di non allontanarmi da Massimo e Irina (non necessariamente in senso fisico, intendo non allontanarmi dallo spazio energetico che abbiamo creato insieme).
Come ho già detto altre volte, Massimo, di solito, se mi perdo lassù gentilmente mi riporta a casa, quagiù. Questa volta sono stata avvertita che lui e Irina avrano ben altro da fare che badare a me, specialmente il 4 agosto. Ieri mi è successa una cosa bellissssima :D Non riuscivo a mettermi in contatto con Irina per telefono, ho provato tutto il giorno e ho pensato a lei.

Poi mi è venuta l'idea di chiamare Massimo sul cellulare e..... all'improvviso ho sentito il bisogno di coricarmi (ieri sono stata male e ho pensato ad un momento di debolezza) e.... mi sono trovata in un posto che somigliava ad un ascensore di vetro, proprietà di Irina.
Come posso spiegare una cosa che apparentemente non ha senso? :roll: Allora questo ascensore andava solo in su ed era vuoto e pieno nello stesso tempo, i vetri erano la luce che si spargeva sul mio corpo, sulla mia mente. Mi sono resa conto che in tutte le parti del mondo (non nell'ascensore ) c'erano tante persone come me, come noi; con diverse qualità e diversi "poteri". Non mi è piaciuto all'inizio, volevo essere l'unica (non ho mai visto cosi chiaro in me questa forma di egoismo). Man mano che l'ascensore saliva io cambiavo l'idea, ero pure commossa per il fatto di avere la certezza che siamo in tanti e mi confortavo da sola nel senso che più siamo, meglio è.

Mi è rimasta in cambio questa cosa non chiara nella mente, come può uno spazio essere vuoto e pieno nello stesso tempo? Sarà l'ascensore di Irina il mezzo di trasporto che ci aiuta a transitare? :? Vedremo insieme, almeno così spero.... Meno male che siamo in tanti :D

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Re: "tutti siamo UNO" malesseri diffusi collegati

Post by Irinushka » Wed Aug 05, 2009 19:40

Già, a quanto pare, ieri io e Massimo siamo stati sottoposti (ognuno a modo suo) ad un regime delle super-oscillazioni che noi abbiamo ulteriormente assecondato con un impulso improvviso di andare a camminare in montagna. :)

Le consequenze di questa super-ricarica hanno cominciato a farsi vedere oggi, e, mentre per me la condizione di essere immersa in un clima dei miracoli non è più una novità (non che per questo sia meno eccitante! :D ), a Massimo oggi è successa una cosa bellissima che spero lui vorrà raccontare personalmente, e io, casomai, commenterò dopo. :)

Per quel che riguarda l’ascensore “vuoto, ma anche pieno” di mia proprietà. :)

Può darsi che si tratti di un regime dell’abbondanza vibrazionale (il concetto del pieno) dove non sono ancora state tracciate le sagome degli eventi nel senso pratico e che ci crea la condizione dell’autoassoluzione dal nostro vecchio fare sottomanifestato (il senso del vuoto).

Lalla, sei una forza della natura! :)

E, tra l’altro, hai avuto perfettamente ragione quando dicevi che il 2 agosto sarebbe stato “il mio giorno”.
Infatti, è stato così, solo che a questo punto io lo definirei “il giorno della mia matrice cristallina”… :)
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Re: "tutti siamo UNO" malesseri diffusi collegati

Post by Massimo » Thu Aug 06, 2009 17:02

Irinushka wrote:Già, a quanto pare, ieri io e Massimo siamo stati sottoposti (ognuno a modo suo) ad un regime delle super-oscillazioni che noi abbiamo ulteriormente assecondato con un impulso improvviso di andare a camminare in montagna. :)

Le consequenze di questa super-ricarica hanno cominciato a farsi vedere oggi, e, mentre per me la condizione di essere immersa in un clima dei miracoli non è più una novità (non che per questo sia meno eccitante! :D ), a Massimo oggi è successa una cosa bellissima che spero lui vorrà raccontare personalmente, e io, casomai, commenterò dopo. :)
La descrizione della cosabellissima è venuta troppo lunga per un post del forum, così ho messo un articolo sul blog! :D

http://it.irinushka.eu/2009/08/06/sono- ... del-mondo/" onclick="window.open(this.href);return false;

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Re: "tutti siamo UNO" malesseri diffusi collegati

Post by stefano » Thu Aug 06, 2009 18:09

siete anime meravigliose.
Vi abbraccio dal cuore

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Re: "tutti siamo UNO" malesseri diffusi collegati

Post by Irinushka » Fri Aug 07, 2009 11:19

Massimo wrote: La descrizione della cosabellissima è venuta troppo lunga per un post del forum, così ho messo un articolo sul blog! :D

http://it.irinushka.eu/2009/08/06/sono- ... del-mondo/" onclick="window.open(this.href);return false;
Sento che la descrizione della cosabellissima ha un potenziale enorme; infatti, ieri, dopo che Massimo l’ha pubblicato, mi sentivo proprio beata; beata e felice e anche molto commossa. :D :D :D

E oggi nella sezione russa del forum una ragazza, Salli (la creatrice della versione iniziale del sito), che è sempre stata molto sulle sue e anche molto poco aperta verso la comunicazione con gli altri, ha scritto un messaggio che mi ha impressionato così tanto che ho deciso di tradurlo in italiano: :)

******************

“Cari miei, CHE COSA E’ SUCCESSO?”

O qualcosa si è definitivamente rotto, oppure è definitivamente guarito. Ogni benedetta ora succedono dei MIRACOLI (potrei anche aggiungere “delle tragedie”, ma la mia mano si rifiuta di scriverlo). Mi sento in uno stato di chock, a volte in lacrime, con il respiro che mi si blocca per l’emozione…

E per la prima volta nella mia vita mi assumo la responsabilità di dichiarare ufficialmente che I MIRACOLI ESISTONO!

Baci e abbracci a tutti!

Vostra ***”.
***************************
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